Italia e Mondo 

Addio a Nino Benvenuti, il pugile gentiluomo, leggenda dello sport italiano

Nato nel 1938 a Isola d’Istria, città allora italiana. Benvenuti ha rappresentato il volto più nobile della boxe italiana, diventandone ambasciatore nel mondo

È morto Nino Benvenuti, leggenda del pugilato italiano e icona di un Paese che si rialzava dopo la guerra, diventando un simbolo di speranza, coraggio e orgoglio nazionale. Aveva 87 anni.

Un campione, ma soprattutto un uomo. Dai primi pugni tirati a un sacco di granturco fatto in casa, a soli 13 anni, fino ai colpi inferti sotto i riflettori del Madison Square Garden contro Emile Griffith, con 17 milioni di italiani incollati alla radio, il suo è stato un percorso che ha unito fatica, talento e sacrificio.

Benvenuti è stato campione olimpico a Roma nel 1960 (a quell’epoca risale la foto di copertina), campione mondiale dei pesi superwelter dal 1965 al 1966, e campione del mondo dei pesi medi dal 1967 al 1970, con titoli WBA e WBC. Fu eletto “Fighter of the Year” nel 1968 e inserito nella International Boxing Hall of Fame nel 1992, primo italiano a ricevere tale onore.

La sua vita è stata una lunga battaglia, anche fuori dal ring. Come quando, da ragazzo, percorreva in bicicletta chilometri ogni giorno per raggiungere la palestra a Trieste. O come quando, insieme alla sua famiglia, fu costretto ad abbandonare l’Istria semplicemente per il fatto di essere italiano.

Ma il destino, come per tutti i predestinati, gli aveva riservato ben altro. Nino Benvenuti è stato l’eroe sportivo di un’Italia che voleva vincere, che voleva riscattarsi. Con la sua immagine da attore, il sorriso da ragazzo perbene e la tecnica da fuoriclasse, è diventato una vera icona della cultura popolare.

La trilogia di incontri con Emile Griffith – culminata nella conquista del titolo mondiale – è ancora oggi celebrata come una delle pagine più emozionanti del pugilato internazionale. Il suo ultimo match, contro Carlos Monzon, chiuse una carriera straordinaria, ma non la sua influenza: Benvenuti ha continuato a essere ambasciatore della boxe e dello sport italiano nel mondo.

Il CONI lo ha insignito del Collare d’Oro al Merito Sportivo e lo ha inserito nella Walk of Fame dello Sport Italiano. Il World Boxing Council lo ha omaggiato con il premio “Legendary Champion”. Fino all’ultimo ha rappresentato, con la sua eleganza e la sua umanità, un modello di sportivo e di uomo.

Con lui se ne va non solo un pugile leggendario, ma un pezzo di storia italiana, una figura capace di trascendere lo sport per entrare nella memoria collettiva del Paese.


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